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L'occhio della scrittura

 La poesia cuore pulsante della nostra Sicilia

Apis. Il lungo percorso lirico di Elena Saviano da Giacomo da Lentini a Camilleri

 

 La conoscenza e la confidenza con l'opera di Elena Saviano passa per le voci che la poesia richiama di amici di figure femminili che dialogano tra loro in quiete stanze e che intendono la poesia come un rifugio contro la volgarità di tempi che non lasciano spazi o a meditare riflessioni e a pensieri che trovino il fondamento nel luogo dove la poesia ha origine.

La poesia del 1900 definisce il suo pre­sidio estremo d'identità letteraria d'Italia. L'Italia come sapete nasce dalla Sicilia, viene dalla Sicilia resa unita partendo da Marsala con Garibaldi, il Risorgimento viene restituita la democrazia all'Italia dagli americani che sbarcarono in Sicilia e quindi c'è un singolare percorso che non per caso sarà anche quello di un grande pittore italiano che è Antonello da Messi­na. La lingua moderna della pittura e la lingua certamente di Piero della Francesca, di Giovanni Bellini. Allora se tutto parte dalla Sicilia e nel Novecento le dobbiamo riconoscere che le testimonianze per alta siano siciliano basti ricordare Pirandello, Vitaliano Brancati, Giovanni Verga, De Roberto, Sciascia, Bufalino, Tomasi di Lampedusa. Ed ancora oggi Camilleri una serie di testimonianze di straordinari scrittori che hanno trovato in Sicilia il luogo per esprimere una grande letteratura italiana. Allora è probabilmente per questo che una scrittrice, una poetessa che sta in Sicilia si sente in una condizione fortunata, mentre per molte.

Elena Saviano in questo lunghissimo percorso che va da Giacomo da Lentini e ad altri autorevoli scrittori per giungere a Camilleri sente di appartenere a una mobilità di tradizione letteraria in cui la sua esperienza è un frutto. Un frutto minore

delicato; non femminile ma certamente lirico. Infatti le sue profonde radici stanno nel Magistero di un grandissimo poeta che si chiama Lucio Piccolo di Capo d'Orlando, amato da Montale. Lucio Piccolo di Calanovella era stato anche il destinatario di quelle meravigliose lettere che Toma­si di Lampedusa prima di concedersi al romanzo "Il Gattopardo" scriveva dall'Inghilterra. Ora la figura di Lucio Piccolo è molto lontana dalla figura originaria della poesia siciliana del duecento, ma ha mantenuto quel canto interiore che fa sentire come necessità per chi scrive di scoprire il proprio cuore. In questo senso la visione della natura, i fiori che avete sentito sono dei pretesti sui quali Elena Saviano poggia la volontà di liberare la sua coscienza. È un atto fortemente psicoanalitico. La poesia diventa analisi di sé. Tentativo di fare emergere una situazione profonda. In questo libro con questa ricerca linguistica molto sofisticata, "gelare l'infame del mondo nell'intreccio ghiandolare inabissa nella tela dello stolto..." si vede ciò che l'ha colpita è uno dei fondamenti del linguaggio de '900 il linguaggio ermetico, quello nel quale tu dici una cosa dentro il quale è nascosta un'altra, qualcosa di esoterico. Ed è proprio questa esperienza che fu fatta da Dino Campa­na, Arturo Onori e da Lucio Piccolo che sembra cantare dentro Elena Saviano, la

quale produce letteratura sulla letteratura. Non rappresenta in modo diretto come può accadere a Prevert una poesia che si emoziona direttamente per dire questi sono i miei sentimenti. I sentimenti passano attraverso una metafora che è quella dei fiori, della natura, lucciole di un mondo che dice sé per dire altro. Dice natura per dire l'anima della Saviano.

La necessità che l'uomo ha della poesia la Saviano sente questo e sente che la supplenza che la canzone ha fatto negli ultimi quaranta anni deve tentare di es­sere risarcita e quindi affronta la poesia. Tra azione di sé e necessità di stare in un codice linguistico che è quello della poesia ermetica. Questo libro può apparire impervio, ma dà alla parola la consistenza di un minerale che esiste. Occorre fare uscire da noi come una pietra preziosa. Nella Saviano non prevale la necessità di un linguaggio facile e quindi misurarsi con la poesia che il Novecento indica in quei parametri che Montale e Lucio Picco­lo sono davanti alla sua attenzione rigoro­sa e studiosa. Per la Saviano sono inelu­dibili le grandi testimonianze della poesia nel '900 in Sicilia con Lucio Piccolo , ma anche con Montale, Quasimodo. Ringraziamo Elena Saviano per averci dato dono e testimonianza con questo volume.



 

 

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