|
|
IL CIELO NON C’È, MA LA POESIA SI.
Umberto Saba, uno dei maggiori poeti del novecento, da me molto amato, ha scritto: “Voi lo sapete amici, ed io lo so./ Anche i versi somigliano alla bolla/ di sapone; una sale un’altra no”. Ecco, mi son detto leggendo le poesie di Elena Saviano, queste poesie-bolle salgono;
salgono portandosi dietro la purezza del canto infantile e la trucidezza del quotidiano.
I versi di Elena Saviano salgono per disperdersi nell’atmosfera sempre più inquinata.
Versi puri, taglienti, urgenti. La poetessa ricerca fuori e dentro di se infatti, non ha paura di scorticarsi per meglio offrirsi al lettore attento, per me un lettore di poesia distratto non è un lettore. Il poeta vero riesce a costruire un legame di parola e un ponte per attraversare indenni, o quasi, il massacrante quotidiano.
Dal suo solitario punto di osservazione, che però non è posto nella torre solitaria, di leopardiana memoria, ma nelle strade a volte afose e puzzolenti a volte ariose e profumate di una Sicilia, molto amata. Elena Saviano racconta il difficile rapporto tra sublime e quotidiano, tra alto e basso, sporcandosi le mani, come ha sempre chiesto ai poeti Pier Paolo Pasolini. La Saviano fa questo con grazia e soprattutto con il dono della poesia e con una incisività che non lasciano indifferenti. Proprio il suo dibattersi negli affetti familiari, nei sogni di liberazione, ma anche una semplice isola metafisica dove approda dopo gli inevitabili naufragi esistenziali, fa fluire inesorabile il tempo dal quale, secondo Sofocle, ogni cosa è portata alla luce e la nostra autrice è antica e modernissima anche come dettato.
Riaffiorano, infatti, nei suoi versi nenie infantili, prefiche di nero vestite, il canto delle onde, ma anche l’urlo di dolore del degrado e dello sparo della lupara e alcuni versi potrebbero essere reppati o cantati in chiave jazz.
Elena Saviano ha una voce nitida e riesce a rendere, con i suoi versi, immortale il lato dell’umano e del mondo mortale. Uno sguardo acuto sull’esistente e una sensibilità in grado di incantare e di sorprendere, e ditemi se è poco! Antonio Veneziani
Roma, 4 dicembre 2004 |
|
Copyright © 2005 - Ultimo aggiornamento: 1 dicembre, 2009 10.20.19elesaviano@hotmail.it |