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EUMAGAZINE - informazione e cultura - Elena Saviano- poesia e natura Elena Saviano: poesia e naturaPer risollevare le sorti dell’uomo data: 24/02/2009
Ho affrontato in altre sedi la figura poetica di Elena Saviano, poetessa palermitana, con alle spalle un'esperienza poetica assai nutrita, attiva con diverse opere di poesia, da Io, Elena (1993) a Un cielo che non c'è (2000); da Trasparenze smeraldine (2001) ad Apis (2006), fino all'ultima sua raccolta dal titolo Incontri (Pungitopo editrice, Marina di Patti, Me., 2007). La poesia di Elena Saviano è una poesia che sposa la Natura come in un rapporto d'amore, va opportunamente alla ricerca di un contatto che dalla parola possa far nascere ulteriori e più proficue filiazioni. In una terra come la Sicilia, in cui i poeti della cosiddetta "scuola siciliana", con Jacopo da' Lentini e Ciullo d'Alcamo, hanno stabilito il primo contatto produttivo con una "meridionalità" che non era Meridione, ma centro del mondo, fino al Regno delle Due Sicilie, oggi la voce di questa poetessa desidera fare della poesia il mezzo attraverso cui far passere le più nobili speranze. Non in maniera retorica, ma favorendo dal basso un incontro con la Natura, quindi con ciò che dà vita al genere umano, in maniera del tutto nuova, il senso di appartenenza alla storia e al mondo si trova ad essere riverginato e rinvigorito da una strategia didascalica che pone le basi per un confronto efficace tra gli uomini. La Saviano intende "pacificare il mondo", perché sente che lo scontro è ancora forte, è ancora troppo vivo per sapersi fermare da solo e innescare ipotesi di fratellanza laica. Questa di Incontri è un esempio di poesia che si muove con leggerezza, ma lascia al suo interno, con misurata scansione ritmica e pacata eleganza poetica, emergere realtà profonde, evidenti nei canoni esistenziali, anche in qualche modo violente, perché l'incontro non vuole più essere il frutto dello scontro, bensì il reale resoconto di quello che può realizzarsi e ottenersi. La Natura diventa parametro didattico-emotivo per misurare slanci e defezioni, abbracci e insulti, di un mondo che inconsciamente chiede d'essere risollevato. Per cui ai lettori si dà l'occasione di andare in Sicilia per ribadire un'istanza pedagogico-morale, senza infingimenti, dove poter abbracciare un mondo affettivo e reale che desidera non più muoversi in ipotesi scialbe, ma diventare costruttivo, piattaforma per "incontri" altri da sé, onde avviare un nuovo cammino che faccia germogliare una nuova storia. Come in queste due poesie tra le più significative della raccolta: «Come puoi natura | intrigare | l'occhio del mondo | o far sentire | il grido di dolore | se l'uomo è cieco e sordo | non ascolta il suo cuore? || La porpora sanguigna | investe cielo e mare | imbastisce schizzi di sole || tra spighe avvizzite | nutre terra asmatica | sfama il buon senso || impone equilibrio | al cerchio vitale || pone fine al delirio. ||», e ancora, «Le ombre del passato | sui ricordi dell'infamia | germogliavano | carcasse umane | nutrendo Palermo | con limo microbico. || Lucerne corrose | intiepidivano strade | laccate di sangue || mentre agende affollate | inondavano tombini | rischiarando miasma | vomitato | in corbe d'anime. || La terra rinnegava | sementi maligne | fornendo nuova pietanza | ai boccioli dei giusti. ||».
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Copyright © 2005 - Ultimo aggiornamento: 1 dicembre, 2009 10.20.19elesaviano@hotmail.it |