La poesia che si espande in una stanza, versi che si rincorrono e che
mostrano la propria essenza, culture e linguaggi diversi che si
incontrano e si fondono.
L'amore, la natura, la fisicità del corpo e la sublimazione dell'anima,
le emozioni che suscita una lirica, le sensazioni che scaturiscono dalla
lettura di un verso. E' stata una serata intensa quella organizzata
nell'ambito del Martinbook Festival di Martinsicuro
(Te) con "Il salotto del poeta" , esperienza voluta con
forza dall'organizzatrice Valeria Di Felice, e che ha
colto nel segno per il calibro degli ospiti intervenuti e per le
argomentazioni trattate.
Tre gli autori intervenuti al dibattito, moderato dalla giornalista
Franca Maroni, Fatiha Morchid, autrice marocchina,
poetessa e medico che ha dedicato la propria esistenza alla poesia e
alla cura dei malati; Huda Abdullah Aldaghfag, poetessa
molto nota in Arabia Saudita ed Elena Saviano,
personaggio di spicco nel panorama letterario nazionale.
Le tre poetesse hanno presentato una selezione di proprie liriche, lette
in italiano e arabo, con l'interpretazione dall'attore Edoardo
Ripani e l'accompagnamento musicale di Tonino Coccia.
Elementi portanti della serata la forte e calda sicilianità
delle poesie della Saviano e le suggestioni e contraddizioni del mondo
arabo, raccontate in prima persona dalle due autrici nordafricane.
In particolare si è rivelato interessante il rapporto tra professione
medica e vocazione letteraria illustrato da Fatiha Morchid: perché
entrambe le professioni «si confrontano costantemente con la sofferenza
e la morte» ha affermato. «Il medico si rivolge ai corpi con la stessa
dedizione con cui lo scrittore si dedica all'anima». Per l'autrice
inoltre, conciliare queste due attività apparentemente così diverse e
distanti ha fatto sì che la sensibilità poetica si riversasse nella
professione medica, portandola ad avere una maggiore comprensione delle
sofferenze umane. Professione medica e vocazione letteraria insomma si
sono arricchite e completate a vicenda.
Una ricchezza che emerge anche, seppure per motivazioni diverse, in Huda
Abdullah Aldaghfag, che ha fatto della sua poesia uno strumento con cui
portare alla luce la condizione della donna nel mondo arabo ed in
particolar modo in Arabia Saudita. Liriche nelle quali riecheggiano il
dolore e la sofferenza per una condizione spesso di subordinazione, ma
che nel contempo costituiscono uno strumento di emancipazione e di
denuncia contro il potere maschile.
Essendo state le opere delle autrici presenti tradotte anche in altre
lingue, si è parlato del ruolo della traduzione e delle sensazioni che
si prova ad ascoltare una propria poesia in una lingua che non si
consoce. «La poesia non ha nazionalità o confini geografici - è stata la
considerazione di Fatiha Morchid - La poesia trasmette emozioni che
vanno al di là delle parole. Non c'è bisogno di conoscere le parole per
apprezzare dei versi o essere emotivamente coinvolti. Così quando
ascolto una mia poesia in una lingua che non conosco, provo a seguire le
sensazioni, come un'eco della mia stessa voce, e nel contempo osservo il
pubblico per scrutare l'impressione che la mia poesia ha su di loro».
Sulla tematica è intervenuto anche Reddad Cherrati, del
Marocco, uno dei più noti traduttori del mondo arabo, che ha contribuito
a far conoscere la letteratura italiana nei paesi nordafricani con
traduzioni di poeti come Mario Luzi, Giuseppe Ungaretti, Donatella
Bisutti, Giuseppe Conte, Giacomo Leopardi, la Spaziani.
Serata dunque piuttosto densa ed interessante dal punto di vista dei
contenuti letterari e sociologici. Un incontro tra letteratura araba e
italiana (quest'ultima rappresentata magistralmente dalla Saviano) che
nelle volontà degli organizzatori non è stata del tutto casuale. In una
città come Martinsicuro, che su 17mila abitanti annovera una comunità di
circa 3mila extracomunitari (appartenenti ad una 60ina di diverse etnie)
il Martinbook Festival ha voluto essere anche motivo di incontro e
confronto tra diverse culture a livello locale. E l'intento in parte ha
anche raggiunto lo scopo se, nella seconda parte della serata,
nonostante la tarda ora, tra il pubblico del "Salotto del Poeta" ha
fatto capolino un gruppo di extracomunitari che hanno assistito al
dibattito e ascoltato le poesie nella doppia lettura in arabo e
italiano.
Unica nota stonata della serata il maltempo: la pioggia ha costretto a
spostare la location dell'incontro dal lungomare alla più decentrata
Sala consiliare del Comune: condizione che ha di fatto ridotto la
presenza di pubblico ad uno degli eventi di spicco dell'intera
manifestazione.
nella prima foto l'autrice Elena Saviano, la giornalista Franca Maroni,
in piedi l'attore Edoardo Ripani ed Elena Saviano
da sx l'organizzatrice la dott.ssa Valeria di Felice, la poetessa Elena
Saviano, il prof. Reddad Cherrati (Marocco), la poetessa Fatiha Morchid
(Marocco), la poetessa Huda Abdullah Aldaghfag (Arabia Saudita)